SauerBraten
Eccoci oggi a parlare di SauerBraten (letteralmente dal tedesco Sauer dovrebbe significare Acido e Braten carne arrostita), lo sparatutto meglio noto come Cube2 dal nome dell’engine open source su cui è basato. Il gioco, infatti nasce da una pesante revisione del motore/gioco Cube da parte dello stesso autore dell’originale: Wouter van Oortmerssen.
Avviato il gioco, dopo pochi secondi di attesa, saremo già proiettati all’interno di una mappa, accompagnati da una pesante e gasante canzone metal, con il menù di navigazione in sovrimpressione al centro. Questa è una delle prime note positive del gioco. Infatti è possibile in qualunque momento raggiungere il menù senza bisogno di uscire dalla mappa che stiamo giocando, evitando così tediosi caricamenti. Come è d’abitudine nella maggior parte dei pluriclonati sparatutto, possiamo dilettarci con le modalità di gioco Single Player o Multi Player.
Diciamo subito che il titolo è nato per essere giocato in MultiPlayer. La modailtà solitaria è infatti appena abbozzata e del tutto insufficiente. Possiamo scegliere tra una sorta di modalità a capitoli, oppure scontrarci con i Bot, nelle mappe dedicate al Multiplayer. Se la seconda può essere valutata come un discreto passatempo, la prima è quasi inutile. Vi ritroverete infatti in livelli del tutto lineari, in cui, senza un motivo ben preciso, dovrete proseguire attraverso stanze, corridoi e cunicoli, massacrando numerosissime orde variegate di stupidissimi nemici che si lanceranno a fuoco aperto contro le vostre armi, come se vi chiedessero di eliminarli al costo, però, di togliervi qualche punto vita. La morte non vi porterà ad un GameOver, ma semplicemente a rinascere all’inizio della mappa, col vantaggio che i nemici già eliminati non avranno la vostra stessa fortuna, e quindi non ricompariranno. Un po’ meglio la possibilità di sfidare i Bot, anche se pure quest’ultima è minata dalla scarsa intelligenza artificiale, che rende la sfida poco divertente e poco utile. Quantomeno, questa modalità vi potrà essere d’aiuto per prendere familiarità con alcune mappe che andrete ad affrontare in multigiocatore. L’idea di inserire una modalità SinglePlayer, seppur inutile, non è del tutto sbagliata. I novizi si troveranno più a loro agio ad imparare le reazioni delle armi, i movimenti ed i controlli contro dei stupidi mostri, invece di cominciare a giocare per la prima volta in una mappa popolata da una decina di giocatori assassini con anni di gioco alle spalle e capacità sovrumane.
Altra caratteristica utile della modalità SinglePlayer sarà quella di farvi visionare le qualità del motore grafico Cube2, così che quando resterete a bocca aperta, non sarete facile bersaglio di altri giocatori, ma solo dei mostriciattoli.
Notoriamente la qualità dei motori grafici OpenSource è distante parecchi anni luce dalle vette qualitative raggiunte ultimamente dai motori dei titoli più famosi. Tuttavia è davvero strabiliante come Cube2 si sia ampiamente sviluppato, specialmente nel campo delle luci dinamiche, delle ombre e degli effetti particellari. In alcune occasioni la luce, che entra attraverso le finestre, le porte, o filtra passando tra le superfici, crea dei giochi stupendi. Le ombre e le luci rendono le mappe di gioco vive e bellissime da guardare. Le texture delle superfici, già di ottima qualità, risaltano grazie agli effetti della luce su di esse. L’architettura dei livelli è sapientemente disposta, in modo da valorizzare il più possibile queste qualità. Sfido inoltre chiunque a non sfoggiare un sorriso compiaciuto la prima volta che si imbatterà nella riproduzione dei liquidi. Fiumi e laghi, sparsi per i livelli, sono riprodotti benissimo, sia nei movimenti del liquido stesso, che nella riflessione degli oggetti su di esso.
Vi capiterà più di una volta di fermarvi ad osservare panorami mozzafiato, con la voglia di scattare una fotografia. Gli ambienti infatti sono molto ampi, e rappresentano spesso spazi aperti e suggestivi, meravigliosi da guardare e divertenti da giocare. Questa è un’altra delle note positive del gioco che più abbiamo apprezzato. Esso infatti si discosta dalla moltitudine di sparatutto, in cui il multiplayer è ambientato in angusti spazi chiusi, fatti da cunicoli e stanze poco illuminate.
Non stiamo certo dicendo che siamo ai livelli degli ultimissimi sparatutto commerciali, tuttavia la grafica di SauerBraten non sfigura per quanto riguarda gli ambienti e gli effetti. Tutto un altro discorso per quanto concerne i modelli. Alla magnificenza delle strutture, spesso grandiose, con cui sono costruiti i livelli, si contrappone la povertà di dettaglio dei personaggi che li popolano. Non avrete infatti la possibilità di scegliere il modello del personaggio (così che vedrete scorrazzare per le mappe personaggi tutti uguali), e l’unico modello che potete scegliere è di dubbio gusto. Insufficienti anche le animazioni, innaturali e in alcune situazioni quasi imbarazzanti. Di altissimo livello, invece, la resa grafica delle armi che avete in mano, tutte ricche di dettagli affascinanti.
Per quanto riguarda la vera anima del gioco, ovvero la modalità multigiocatore, è compsta dalle “solite” tipologie: DeathMatch, Capture the Flag, etc… Per ogni modalità vi è sia la partita classica, sia quella ad “uccisione istantanea”, in cui armati di balestra, ucciderete e verrete uccisi con un sol colpo. Alle tipologie classiche se ne aggiunge una particolarmente interessante denominata Regen Capture. In questa modalità, divisi in due squadre, dovrete conquistare delle postazioni, riuscendo a resistere affianco ad esse finché una barra non vi indicherà che l’avrete conquistata. Le postazioni conquistate potranno a loro volta essere nuovamente rubate dagli avversari. La vostra squadra vincerà se riuscirà a conquistarle tutte, oppure se avrà fatto più punti allo scadere del tempo. La particolarità di questa modalità sta nel fatto che non troverete alcun tipo di arma nascosta in giro per i livelli, ma saranno le postazioni stesse a rigenerarvi vita, protezione, ed i proiettili di un determinato tipo di arma.
Così oltre all’azione adrenalinica, caratteristica principale di ogni sparatutto, si aggiungono elementi strategici, nel riuscire a conquistare la postazione che regala proiettili delle armi più utili, e nel riuscire a dividersi i ruoli con i compagni di squadra, per proteggere quelle già conquistate e attaccare quelle avversarie.
La simpatica frase di benvenuto di un server del gioco, che ci ricordava di sbattere gli occhi ogni tanto, rappresenta alla perfezione la giocabilità di SauerBraten. L’azione è talmente frenetica e veloce da farvi dimenticare pure di sbattere gli occhi! Se volete restare vivi infatti non potrete fermarvi un secondo. Se all’inizio potrebbe sembrarvi tutto molto caotico, dopo poco tempo vi ci abituerete, e comincerete a divertirvi come pazzi. La struttura delle mappe molto ampie di cui parlavamo prima scongiura il difetto di alcuni giochi in cui, nei server più popolati, regna il caos caratterizzato da esplosioni continue ovunque. Invece avrete l’occasione di alternare momenti di pura azione velocissima, ad altri in cui vi sceglierete un nascondiglio adatto prima di piombare alle spalle del malcapitato.
Le armi sono parecchie e ben caratterizzate. Per la maggior parte sono quelle di tutti gli sparatutto, con i classici lanciagranate, fucili, pistole, mitragliette, laser etc… Esse saranno tutte disponibili fin dall’inizio e per poterle utilizzare dovrete solo cercare i proiettili e non l’arma. Si sente forse la mancanza del fuoco secondario, che invece c’è in molti concorrenti dello stesso genere. Ma la scelta più infelice dei programmatori per quanto riguarda le armi, sta nel fatto che potrete portare con voi i proiettili di due armi alla volta, perdendo quelli recuperate in precedenza.
Ogni arma poi, ha un rinculo un po’ esagerato, che vi farà addirittura spostare qualche centimetro indietro per ogni colpo esploso. Se questa caratteristica è un po’ irrealistica, d’altra parte aumenta la dinamicità degli scontri a fuoco, evitando appostamenti strategici troppo statici.
Aggiungiamo infine, che l’interfaccia in gioco è molto classica, intuitiva e pratica. Utile la mappa in alto a sinistra che, a seconda della modalità di gioco, vi darà informazioni indispensabili, come la collocazione delle postazioni in Regen Capture, o delle bandiere nel Capture the Flag.
Le opzioni sono tutte molto dettagliate, a livello dei titoli professionali, con possibilità di cambiare i comandi, scalare parecchie opzioni grafiche etc… Tuttavia si sente la mancanza della possibilità di personalizzare l’aspetto del vostro alter ego.
In definitiva un titolo molto interessante, che, sorvolando su alcuni aspetti un po’ amatoriali, si confronta, senza sfigurare, con alcuni giochi a pagamento. Sicuramente, al momento, tra i migliori del genere per la piattaforma Linux! DA PROVARE!
Voto: 7,5














